Il tempo che ci rimane
Mar. 26th, 2023 05:42 pmIl tempo che ci rimane
Parole: 1470
Prompt: Poker
Cowt 2023
Era fuori discussione. Del tutto, assolutamente fuori discussione!
Non era una tipa da tirarsi indietro in queste circostanza, ma QUESTO… questo era troppo. Con loro sarebbe stato più… intimo. Più reale.
Era venuta a patti con l’idea di provare qualcosa per loro, di amarli di un amore che non ammetteva repliche e soprattutto che fosse un amore senza preferenze. Semplicemente non avrebbe vissuto senza uno dei due, erano tutti e due persone ognuna con le loro unicità e li amava… oh se li amava.
Erano anche letteralmente derstinati e per mesi aveva combattuto questo destino: insieme perché il loro punto focale era l’orologoio. Tra Selez che non ci rifletteva nemmeno un secondo prima di buttarsi nelle cose e Orazio che ci rifletteva troppo, lei era quella che non aveva nulla da perdere e allo stesso tempo tutto.
Ma ora erano davanti a una smplice verità; meridiana era l’orologio primario, se lei smetteva di scorrere il tempo stesso sarebbe finito quindi non poteva assolutametne permettere che morisse. Ma c’era quello era troppo anche per loro: dover fare l’amore in tre per accrescere il loro poteri era oltremodo assurdo.
Chiuse nella sua stanza guardò fuori dalla finestra con un sentimento di dolore. Non è che non lo volesse. Li amava, li avrebbe volentieri stretti a sé per anni e anni, era sicura che se avesse avuto la possibilità di saziarsi dei loro baci non ne avrebbe mai più fatto a meno, ma non era sicura di quello che provavano loro e aveva paura che per loro non fosse così importante.
Come poteva fare se alla fine della fiera era l’unica a provare queste sensazioni?
Aspettò un’ora prima di uscire dalla sua stanza e i due compagni di lotta erano in fondo alle scale, uno si era preoarato un tea e l’altro spense la tv vederndola.
- Dobbiamo parlare. – disse Selez. Sempre lui il primo a parlare, senza problemi. Per lui il mondo si sarebbe risolto tutto in un attivo, senza girarci attorno.
Orazio invece si appoggiò allo sgabello e bevve un sorso di tea.
Mila avanzò per la stanza e si sedette sulla punta del divano, tesa come una corsa di violino, ma poi si sentì ancora più a disagio a mostrare quella tensione e si rilasso, lascianod che il proprio corpo scivoasse su tutto il mobilio.
- vai. -
- Quello che ci hanno chiesto di fare… - iniziò Selex – E’ assurdo, lo so. Ma è necessario. –
Non aveva dubbi che lui sarebbe stato per il: facciamolo. Era sempre lui a fare le cose, a spronarli.
- Stai davvero suggerendo che noi tre… scopiamo? – azzardò orazio – Ti rendi conto di quanto sia ridicolo? Siamo già forti così. –
- Non abbastanza, a quanto pare. Vuoi davvero mettere in peridolo il mondo perché non vuoi usare l’uccello? –
Orazio, dall’alto del suo candore, nascose il lieve rossore delle sue guance dietro una tazza di tea.
- Dove voglio infilare l’uccello non dovrebbe essere una questione di vita o di morte. -
- No, non dovrebbe. – confermò Selez – Ma lo è. –
- Stiamo…- esordì Mila, interrompendo quel teatrino, con un sorriso divertito e un po’ isterico – Stiamo davvero discutendo sul fatto che dovremmo arrenderci e scopare? –
I tre si guardarono divertiti, ma Selez poi annuì.
- Sentite, mi rendo conto quanto sia ridicolo. Non sono scemo, ma onestamente… che male può farci? Male che vada ci divertiremo un po’. Siamo tutti adulti e vaccinati. -
- Ci sono un sacco di cose da considerare! – replicò Orazio con le dita sulla tazza imbiacate – Il sesso non è mai semplice sesso, potrebbe rovinare quello che abbiamo creato! Vuoi davvero richiare di perderlo? –
- Ma perdere cosa! Non ci perderemo mai per una cosa simile! E’ strano solo se lo rendi strano! -
- Scusa, se l’idea di scopare i meii due migliori amici mi mette ansia. –
- Tranquillo, te la faccio passare io l’ansia. Magari venire ti sciglierà un po’. Da quando non scopi? –
- Ma tu sei… sei… - la voce di orazio sfumò – Per te è tutto facile vero? C’è da unire le nostre anime? Massì, scopiamo. C’è da salvare meridiana? Su andiamo. Nessun piano, nessun pensiero, nessuna paura. Ma se ci buttiamo nelle cose la gente muore, il tempo muore, non possiamo buttarci così nelle cose dobbiamo pensare bene a cosa stiamo facendo! –
Selez strinse i denti – E’ questo che pensi di me? Che sono uno stupido c he si butta nelle cose e basta? Scusa se tra tutte le cose che potremmo fare per fottere il tempo, fottere mi pare letteralemente la più innocua. –
- Quindi per te il nostro legame non vale davvero nulla? La nostra amicizia è solo questo? Qualcosa di tanto insignificante che rischiare di distruggerla non te ne frega nulla? –
Selez strinse i denti – Ciò che abbiamo è talmente forte, invece, che dienci minuti di sesso non lo rovinerà. Pensate davvero che sia così stupido? –
Mila stava osservando i sue die amici battibeccare con animosità su una cosa che iniziava a sembrare davvero ridicola.
Stavano discutendo su cose veramente ridicole. Se solo sapevano quanto lei ambisse e temesse di eseguire il rituale lor non avrebbero compreso.
Tanto valeva… che lo comprendessero.
- Sono innamorata di entrambi. – disse, in un attimo di silenzio, tra una discussione e l’altra. I due amici ci misero qualche attimo a registrare quello che aveva detto e ben presto due paia di occhi si ritrovarono addosso a lei.
Lei in quel moemtno non aveva più paura.
- sono innamorata di tutti e due. – disse ancora – e da un lato vorrei davvero svolgere il rituale e amarvi, dall’altro ha ragione orazio. Non saranno deici minuti di piacere e poi tutto come prima, se sarò costretta a strinermi, ne sarà devastata. –
Le due paia di occhi restarono fissi su di lei, mentre in lei si faceva strada la consapevolezza di averlo detto.
Detto davvero.
si aspetto imbarazzo, si aspettò rifiuto, ma quello che ottenne fu che orazio appoggiasse la tazza sul bancone e prendesse un profondo respiro.
- Anche io. - annuniò – anche io provo qualcosa per voi. Entrambi voi. Non possiamo farlo, rovinerà tutto. Non voglio perdervi, mi rifiuto di perdervi. –
Quella confessione fece sentia Mila stupida.
- A-anche tu… provi qualcosa per entrambi? –
Orazio la guardò con itnensità prima di annuire. Entrambi poi guardarono Selez che si sentì d’un tratto accerchiato.
- Oh, smettetela di guardarmi così. Certo che vi amo. – replicò mezzo offeso – E’ mezzora che sto cercando di convincervi a scopare con me, praticamente supplicando! –
Ci fu un ulteriore giro di sguardi tra i tre.
- Non hai paura che rovinerà le cose tra noi? – domandò Mila.
Selez alzò le spalle – Ci siamo appena detti di amarci, tipo tutti e tre. Quante probabilità c’erano? E’ chiaro che c’è sempre stato qualcosa tra noi, perché negarcelo? Se anche andasse male, avremmo fatto del fantastico sesso nel frattempo. –
- E se fosse il sesso ad andare male? –
- Oh, tesoro, non appena vi avrò nudi sotto di me dimenticherete anche come vi chiamate. -
- Allora…- esordì Mila. Nervosa come non mai – C-ci spogliamo e basta? –
Selez che di solito sarebbe stato il primo già nudo, che li aveva letteralmente supplicati per ore di scopare, in quel momento sembrava un bambino che avevano appena trovato con le caramelle ruibate in tasca.
Era… nervoso anche lui?
Orazio si sedette sul letto e con aria concentrata li guardò.
- Okay così non funziona. Tutto troppo… calcolato. -
- TU?! Che dici che qualcosa è calcolato? – lo prese in giro Mila – Deve essere la fine dei tempi! –
Ridacchairono come tre poveri scemi, ma ciò che non cambiò.
- Sembra… così forzato. – confermò mila – vorrei ci fosse un modo per scioglierci. –
- Non dobbiamo farl per forza. – commentò Selez – Cioè voglio. Eccome se voglio, e il mondo ne dipende letteralmente da questo, ma… nessuna pressione. Per nulla proprio. –
Era stranamente sincero.
- Okay ho un idea. - esordì Mila. Uscì dalla stanza e tornò con un pacco di carte.
- Strip poker! – annunciò.
- Sei… seria? –
- Serissima! –
- E alcol! – annunciò ancora.
- l’alcol è importante sì sì. -
Iniziarono a bere e giocare, e pian piano le cose iniziarono a diventare rilassanti e divertenti.
tolto lo stress, loro tre insieme erano inarrestabili.
I vestiti scivolarono via e non c’era imbarazzo, il primo bacio fu un bacio stupido. Si chiraono al centro e toccarono le lroo labbra in tre.
Scoprirono di adorarlo.
quel bacio potrò ad altri baci e infine a meni che indugiarono sul loro corpi.
d’un tratto fu chiaro perché quel rituale andava fatto. Perché erano destinati a stare insieme.
c’era una elettricità che li attraversava, una sinergia unica che non credevano umanamente possibile.
Ma era possibile. Perché erano loro.
Quando tutto finì, non erano stanchi, ma erano pronti. Funzionanti come un orologio preciso.
insieme, avrebbero salvato il tempo.
Insieme avrebbero salvato il mondo.